Giovedì 16 dicembre 2021 è previsto il “miracolo laico” di San Gennaro, il prodigio dello scioglimento del sangue che è atteso tre volte l’anno. A dicembre si ricorda l’eruzione del Vesuvio del 1631, quando il patrono di Napoli fermò la furia del vulcano che stava minacciando la città. Gli altri due miracoli avvengono il 19 settembre, la festività del santo, e il sabato precedente la prima domenica di maggio, in ricordo della traslazione delle reliquie da Pozzuoli a Napoli.
Giovedì 16, a partire dalle ore 8:45, vi sarà la diretta in onda sul canale YouTube con il racconto di Paolo Jorio, direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro. L’evento sarà trasmesso anche da Canale 21.
16 dicembre 1631: il Vesuvio si sveglia dopo 130 anni
Sono le fonti dell’epoca a raccontare la terribile eruzione. I giorni e le settimane che precedettero il 16 dicembre 1631 furono caratterizzati da segnali premonitori di un evento vulcanico, quali scosse sismiche, rigonfiamento del suolo, prosciugamento delle fonti. ‘A muntagna se ne stava quieta da ben 130 anni, fattore che lasciava presagire una certa furia in caso di risveglio. Il giorno 16 si aprì dunque una bocca a Sud Est da dove avveniva l’espulsione di lapilli e bombe di lava, le fonti invece sono in disaccordo circa una colata di lava.
I tremori furono avvertiti a centinaia di chilometri di distanza: Puglia, Molise, Calabria e perfino in Umbria e nelle Marche. La nube di cenere altra diversi chilometri, almeno 13, trasportata dal vento raggiunse le nazioni a oriente fino – pare – a Costantinopoli, oggi Istanbul, la capitale della Turchia. In seguito a quella eruzione il cratere principale collassò ed il Vesuvio si “accorciò” di ben 450 metri.