Mastrolorenzo: “Scosse anomale. Anidride carbonica? Può diventare letale in ogni minuto”


Sulla crisi bradisismica che continua a interessare i Campi Flegrei, con scosse di terremoto anche abbastanza intense, è intervenuto ancora una volta con il professor Giuseppe Mastrolorenzo, vulcanologo e primo ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano, che ha chiarito anche i rischi legati alla diffusione dell’anidride carbonica.

Campi Flegrei, Mastrolorenzo: “Scosse e anidride carbonica”

“Negli ultimi giorni ci sono stati alcuni terremoti un po’ più forti, con magnitudo massima 3, ma è stata particolare la localizzazione. L’8 marzo ad esempio l’epicentro c’è stato proprio davanti al Castello di Baia, nella zona a mare della caldera dove ci sono faglie attive. Anche la profondità, di 5 km, è risultata un po’ anomala, rara. Il giorno dopo la scossa c’è stata a Monteruscello e poi ancora a Lucrino. Se andiamo a collegare questi 3 eventi sono allineati lungo una direttrice nord-sud di strutture che si trovano nella parte marginale della lente di deformazione di questa superficie”.

“Queste scosse si sono localizzate proprio nella zona marginale, a distanza dall’area di notevole sollevamento. Ciò significa che tutto il sistema si sta deformando per effetto della spinta dei gas e comincia a comportarsi in modo fragile fratturandosi anche il bordo occidentale. Stanotte c’è stata un’altra sequenza con oltre una trentina di terremoti nell’area della Solfatara, è stato avvertito moltissimo. Questo indica che sono attive diverse caldere dal punto di vista sismico”.

“Questa è una crisi che dura 10 volte di più e produce terremoti più forti rispetto a quelle del passato. Non è un fenomeno anomalo questo delle scosse nella zona marginale perché comunemente ci sono anche scosse nelle zone più distanti dal punto di maggiore deformazione che è quello di Pozzuoli. Il flusso di gas è aumentato notevolmente e rispondono anche queste faglie che si trovano nelle zone marginali. Monterusciello è abbastanza inusuale, non ci sono precedenti di scosse lì, almeno in queste ultime fasi bradisismiche ma dobbiamo seguire l’evoluzione degli eventi”.

“Assolutamente non siamo usciti dalla fase critica. C’è il rischio di interpretare ogni variazione, decremento come indicazione che il fenomeno sta rientrando ma è nella nostra fantasia, spesso anche in quella dei miei colleghi. Per quello che sappiamo questi fenomeni potrebbero durare in teoria anche per decenni. Nessuno avrebbe pensato nel 2005 che sarebbe durata almeno 20 anni. Poi potrebbe rientrare o nell’ipotesi più negativa potrebbe incrementarsi ancora e giungere alla situazione che temiamo di più”.

Sul problema dell’anidride carbonica: “Siamo passati da 3 mila tonnellate al giorno a 5 mila tonnellate al giorno, è come se immaginassimo che dai Campi Flegrei ogni giorni escano un milione di furgoncini di anidride carbonica. Poi c’è l’idrogeno solforato che è aumentato di 5 volte. Il sistema è in pieno incremento delle fenomenologie, anche se la sismicità dovesse rientrare il sistema dovrebbe raggiungere un nuovo equilibrio”.

“Da sempre sappiamo dei rischi dell’anidride, basta ricordare la grotta del cane ad Agnano dove veniva messo un cane che sveniva poi veniva rianimato, nei momenti tranquilli. Oggi ci sono concentrazioni altissime e potenzialmente letali. Io da almeno 15 anni denuncio che il rischio è che questo sistema perda il suo equilibrio. Io denunciai anche al Ministero dell’Ambiente. Si tratta di un gas inodore e incolore, non percepibile se non con alcuni strumenti. A temperatura bassa con flusso lento dal suolo si può accumulare, era un problema ben noto. In 20 anni è sorprendente che non sia stato contemplato fra i rischi”.

“La scienza è un esercizio di analisi dei processi ma mai da utilizzare per la sicurezza. Un anno e mezzo fa è stato fatto il piano per il rischio. Nel rischio doveva tenersi conto anche dell’aumento del flusso di gas e la variazione della distribuzione delle sorgenti. E’ pericolosissimo, in qualsiasi area potrebbero concentrarsi insidiosamente in ogni momento quantità di anidride carbonica che potrebbe rivelarsi letali in ogni minuto. Potrebbe raggiungere anche i piani più alti, è una situazione critica”.


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